Messina è una città in evidente stato di crisi e di declino materiale e morale. Nonostante l’inestimabile patrimonio di bellezza e ricchezza di talenti, ogni giorno tanti giovani decidono di andare lontano dalla nostra città alla ricerca di un lavoro e di un futuro migliore. Questo non deve più accadere. Messina deve tornare ad essere la Città in cui credere.

La concreta azione politico-amministrativa deve tendere verso tre obiettivi:

  1. a) lavoro; b) vivibilità; c) sicurezza.

Il lavoro: ogni risorsa deve essere destinata a ridurre la disoccupazione che costituisce la causa della crisi morale, prima ancora che economica della città. Determina fattori crescenti di emarginazione, devianza e disgregazione sociale.

La vivibilità: occorre restituire qualità della vita ai messinesi perché i livelli attuali non si avvicinano neppure agli standard minimi.

La sicurezza: fare di Messina una città sicura significa intervenire su vari fronti, dal dissesto idrogeologico, alla stabilità economica, dal fronte della sicurezza stradale alla garanzia della legalità e alla tutela dei diritti di ciascuno, cittadini e imprese, per garantire le condizioni dello sviluppo.

Messina deve tornare a sognare ed a credere nel proprio futuro!

Il lavoro è la prima emergenza della Città. Non riesce a essere più garantito come fattore primario di dignità ed integrazione sociale. Non può essere neanche accettata alcuna forma di compressione delle garanzie per i lavoratori che si manifestano in fenomeni di “lavoro nero” e di sfruttamento, ancora presenti nella nostra realtà.

Si deve prestare ogni sforzo per eliminare le forme di precariato che frustrano le speranze di migliaia di giovani messinesi, trasformandole in lavoro vero e stabile.

Il Comune, oltre che stare accanto ai lavoratori nella difesa dei posti di lavoro esistenti deve promuovere e favorire ogni occasione di sviluppo produttivo della Città: efficienza amministrativa, erogazione degli indispensabili servizi strumentali, sviluppo delle opere pubbliche, collaborazione con gli enti (Camera di Commercio, Università, Consorzi, strutture sanitarie, Autorità portuale, Sovrintendenza, Genio Civile, Museo) ed i soggetti collettivi (sindacati, associazioni delle categorie produttive, ordini professionali), apertura verso altri territori sono percorsi obbligati per rilanciare l’economia messinese.

Opportunità lavorative vanno create, inoltre, attraverso azioni coordinate con i Governi nazionale e regionale. Vanno ribadite nelle competenti sedi istituzionali le richieste di rimodulare il Patto per il Sud e di attuare e perimetrare la Zes anche a Messina per agevolare l’insediamento di nuove imprese, utilizzando gli sgravi fiscali previsti.

 

Inoltre, un’efficace politica infrastrutturale è una condizione indispensabile per consentire a Messina di essere centrale nel sistema della Città metropolitana e conquistare il ruolo che merita a livello nazionale ed europeo. In questo contesto, il porto di Tremestieri e la piattaforma logistica sono opere essenziali: vanno create le condizioni affinché i lavori procedano rapidamente. Il completamento del Porto di Tremestieri consentirà di spostare tutto il traghettamento veicolare – leggero e pesante – nel nuovo approdo e consentirà la riqualificazione della Rada S. Francesco.

 

La stazione deve divenire sempre più un hub intermodale dei trasporti – ferroviari, autolinee, marittimi – ed essere collegata al nuovo porto attraverso la realizzazione della via del Mare oltre alla via Don Blasco. Messina deve esercitare il proprio peso politico perché RFI rilanci una politica di investimenti nel comparto ferroviario. Nel caso in cui dovesse ripartire il progetto del Ponte, per portare l’alta velocità anche in Sicilia, il Sindaco di Messina dovrà essere un credibile interlocutore del Governo per difendere gli interessi della Città ed assicurare il massimo utile per il nostro territorio con i minori disagi per i cittadini e la limitazione dei costi ambientali.

 

Va promossa ogni azione possibile nei confronti delle autorità competenti, regionali e centrali, affinché l’Autorità Portuale di Messina riconquisti la propria piena autonomia nell’ambito dello Stretto. La Zona falcata deve essere fatta finalmente oggetto di una progettazione organica che sappia coniugare la valorizzazione delle testimonianze architettoniche cittadine con le esigenze dello sviluppo industriale e turistiche.

 

Vivibilità: il caos della viabilità, aggravato dalla cronica carenza dei parcheggi, è tra le prime cause dell’abbassamento degli standard di vivibilità cittadina. È fondamentale il completamento e l’apertura completa degli svincoli e terminare in tempi rapidi i lavori di riqualificazione strutturale del viadotto autostradale di Ritiro. Bisogna incrementare tutti gli interventi utili ad assicurare migliori condizioni di sicurezza stradale, nonché prevenire e reprimere con severità i comportamenti scorretti e pericolosi degli automobilisti.

 

Il trasporto pubblico deve diventare la forma privilegiata della mobilità urbana, razionalizzando e riorganizzando il sistema così da collegare armoniosamente tutto il perimetro urbano da Nord a Sud. Va, quindi, affrontato in modo deciso e con provvedimenti definitivi, il tema delle aree pedonali, che rappresentano luoghi spontanei di aggregazione e sviluppo commerciale. Dotando Messina di adeguati spazi per il parcheggio, altre aree devono essere realizzate, creando concertazione con gli operatori commerciali, le associazioni di categoria, sindacati, Consigli circoscrizionali e associazioni.

 

Vivibilità è anche Sport. È necessario assicurare la manutenzione degli impianti sportivi comunali, implementando una efficace politica di affidamento in gestione a federazioni ed associazioni sportive. Anche le palestre scolastiche devono essere aperte alla città in orari extra scolastici.

 

Fondamentale un dialogo proficuo con l’Università, titolare di uno straordinario patrimonio impiantistico, con il Coni e con le Società sportive, non solo di vertice, che svolgono una funzione sociale decisiva. Vanno sostenute le iniziative di educazione allo sport, anche come strumento di crescita sociale soprattutto nelle periferie e nei quartieri degradati.

Scuole e università: È necessario riqualificare le condizioni strutturali e impiantistiche di tutte le scuole per fornire alla popolazione scolastica strutture idonee, garantendo le mense e i trasporti agli studenti. Le Scuole comunali devono essere sostenute anche nelle attività extracurriculari, per diventare sempre più il riferimento principale della socializzazione e della crescita dei giovani sul territorio. Occorre istituire osservatori permanenti e luoghi istituzionali di confronto tra i dirigenti, i docenti, le famiglie il Comune e le altre agenzie educative presenti sul territorio.

Messina deve esaltare la propria vocazione universitaria, offrendo servizi di trasporto per i poli universitari, servizi di accoglienza per gli studenti fuori sede, favorendo convenzioni ed accordi con istituzioni ed operatori commerciali per rendere sempre più la Città a misura di studente. L’Università è, inoltre, una delle istituzioni più preziose del territorio e il Comune deve sviluppare ogni possibile occasione di collaborazione istituzionale a tutto vantaggio della collettività dei cittadini.

I Quartieri non sono realtà astratte, ma sono fatti di uomini e donne, ragazzi e bambini. Lo sforzo costante dell’amministrazione deve essere volto a ridurre i divari di opportunità tra le fasce sociali che vivono in diverse aree del territorio comunale. L’Ente locale, deve sviluppare una politica redistributiva della ricchezza sociale e delle opportunità attraverso forme di sostegno ai soggetti sociali svantaggiati. Assoluta attenzione va alla salvaguardia del territorio. Immaginiamo, innanzitutto, una città sicura: mai più un’altra tragedia come quella di Giampilieri. Va intrapresa un’azione mirata di prevenzione del rischio sismico e idrogeologico e qualunque azione effettuata sul territorio, deve avere come presupposto la prevenzione.

I Consigli circoscrizionali, che devono essere finalmente dotati di reali strumenti operativi, devono essere i presidi principali sul territorio, capaci di intervenire con rapidità ed efficacia su tutti i settori di propria competenza, anche sollecitando all’amministrazione centrale le azioni più opportune.

Va attuata un’azione di recupero delle radici e del senso di appartenenza, valorizzando e dando nuovamente centralità e dignità sia ai villaggi che alle periferie, equilibrando il livello dei servizi erogati, pensando a percorsi ciclabili e realizzando nuovi luoghi d’incontro.

Le politiche urbanistiche ed edilizie del Comune vanno rivisitate. È imprescindibile l’approvazione del Piano regolatore generale a seguito di un rapido, quanto serrato, confronto con la città. Deve essere assicurata la sicurezza del territorio in cui viviamo e limitato ogni ulteriore consumo di suolo a fini edilizi, favorendo piuttosto il riutilizzo dei terreni edificabili anche per migliorare la qualità strutturale ed architettonica del patrimonio edilizio esistente.

Messina deve recuperare il più possibile il proprio rapporto con il mare lungo la sua lunghissima e meravigliosa costa. Auspichiamo un dialogo aperto con l’Autorità Portuale per prevedere una importante valorizzazione degli spazi attualmente occupati dalla Cittadella fieristica. Se Messina deve riappropriarsi del suo mare, una delle pietre angolari del nuovo assetto urbano non potrà che essere rappresentata dalla Zona Falcata. Dopo un necessario intervento di risanamento ambientale, immaginiamo un polo multifunzionale, a disposizione della città. Così come, va recuperata, dopo il definitivo spostamento dei servizi di traghettamento a Tremestieri, la Rada S. Francesco. Vanno compiute scelte volte a favorire la portualità turistica, e la pesca diportistica e quella professionale.

Appare indispensabile che il Comune adotti efficaci interventi di difesa delle coste dall’erosione e di ripascimento.

Il risanamento dei quartieri degradati deve riconquistare assoluta priorità nell’agenda politica. Va fatta chiarezza sulla recente costituzione dell’Agenzia per il Risanamento e, soprattutto, occorre superare tutti i limiti della Legge 10/90.

Messina deve tornare a rimettere al centro la persona con le sue esigenze e bisogni. E’ importante avviare una Politica sociale seria di riorganizzazione e integrazione dei servizi del settore. Attraverso le politiche di welfare, occorre garantire a ogni cittadino condizioni di vita dignitose. Le emergenze primarie, tra cui quella abitativa, vanno affrontate con risorse adeguate. Sul fronte dell’integrazione, da anni Messina, come il resto del Paese, è città di immigrazione e accoglienza, pertanto sicurezza e coesione sociale devono rappresentare due concetti paralleli. Per questo bisogna investire quanto più possibile per eliminare ogni forma di emarginazione e di degrado sociale. Vogliamo una Messina in cui anche le categorie più svantaggiate possano godere pienamente i propri diritti.

Si deve ripensare il sistema degli appalti nel campo dei servizi sociali per garantire un servizio efficiente e qualificato agli utenti e, nel contempo, salvaguardare il personale impiegato. Occorrono anche interventi strutturali. “Casa Serena”, ad esempio, presidio fondamentale nell’assistenza agli anziani, necessita di interventi di adeguamento. Ciò si riflette sui livelli occupazionali. Si devono immaginare strumenti per il decentramento dei servizi territoriali di assistenza e integrazione, con l’erogazione delle prestazioni di base in ogni quartiere.

È importantissimo eliminare le tantissime barriere architettoniche esistenti ed incrementare le strutture dedicate ai cittadini diversamente abili. Immaginiamo una città dove assistenza, integrazione e mobilità siano parole d’ordine, affinché tutti possano avere pari diritti e dignità.

I servizi sociali devono essere strumento primario di prevenzione e recupero dei gravissimi problemi di marginalità e disgregazione nelle fasce più deboli (soprattutto giovani, anziani e disabili). In particolare, visto il crescere del fenomeno, è da affrontare seriamente la questione dell’autismo, con la quale moltissime e famiglie devono fare i conti.

Particolare attenzione, poi, va rivolta alle politiche di genere. Bisogna lavorare in sinergia con i soggetti che operano per la difesa dei diritti delle donne e LGBT e contro ogni forma di discriminazione, violenza psicologica e fisica.

Le Politiche ambientali devono fare sì che dalla salvaguardia del patrimonio naturale derivino importanti occasioni di sviluppo economico.

Bisogna educare la nostra comunità alla consapevolezza che il rispetto dell’ambiente sia una fondamentale opportunità di innalzamento della qualità della vita. Tali obiettivi devono vedere partecipi contemporaneamente i cittadini, le scuole, l’Università, gli istituti del CNR, gli Ordini professionali, i sindacati e le associazioni di categoria. Solo così avrà senso parlare di sostenibilità.

Sul fronte del ciclo dei rifiuti, è indispensabile predisporre un piano concreto per incrementare la raccolta differenziata e quella porta a porta, anche attraverso una capillare opera di informazione, che guidi i cittadini verso un percorso che porterà ad ottenere sconti sulla Tari, oggi previsti solo per chi si reca presso le isole ecologiche. I rifiuti insomma, non devono essere più concepiti come un problema, ma, seguendo processi di trasformazione e riutilizzo, devono diventare fonte di reddito e ricchezza. Deve essere assicurato il servizio di spazzamento, sia in centro che nei villaggi e in periferia, il cui standard è oggi del tutto inaccettabile.

Per quanto riguarda il verde urbano occorre una programmazione che consenta di intercettare fondi e bonus previsti a livello nazionale ed europeo, in modo da incrementare gli spazi fruibili dai cittadini. E’ necessario però che il Comune si occupi anche della cura di quelli esistenti, oggi abbandonati al loro destino e con potature episodiche e a volte errate.

L’A.M.A.M. deve muoversi in sinergia con il Comune per erogare servizi efficienti ed economici, ripartendo i costi equamente tra tutti gli utenti e non solo a carico dei cittadini onesti. E’ necessario contrastare abusivismo ed evasione. Inoltre, bisogna ammodernare la rete idrica cittadina e avviare un sistema di manutenzioni programmate. L’amministrazione deve avere tra le priorità, quella di recepire tutti i possibili finanziamenti da investire sulla rete e ridefinire i progetti con fondi già erogabili da utilizzare per interventi definitivi così che molti quartieri, e in alcuni frangenti l’intera città, non soffrano più di drammatiche crisi.

L’amministrazione deve migliorare i servizi per i cittadini. Per questo occorre una trasformazione profonda dell’apparato amministrativo comunale. E’ necessario riavviare i concorsi pubblici al Comune e al contempo valorizzare le risorse interne.

Preliminarmente, però, occorre definitiva chiarezza sul piano di riequilibrio finanziario del Comune per assicurare le risorse necessarie alla realizzazione delle politiche programmate e per evitare la dichiarazione di dissesto.

Bisogna poi partire da un ampio progetto di ristrutturazione della macchina comunale e dei servizi, favorire la semplificazione amministrativa e potenziare concretamente il ruolo delle Circoscrizioni. La Messina in cui credere non può prescindere da uno stretto raccordo tra azione di indirizzo degli organi politici e sfera tecnica, valorizzando i ruoli di dirigenti e funzionari.

Occorre creare un Ufficio di Pianificazione Strategica il cui compito istituzionale sia quello di sviluppare in modo permanente le più adeguate progettazioni, anche facendo sistema con gli altri soggetti istituzionali presenti sul territorio, per intercettare ogni possibile linea di finanziamento.

La razionalizzazione nell’utilizzo del patrimonio comunale, può consentire di ridurre spese e individuare risorse da impiegare in attività produttive.

Occorre dare attuazione al percorso di razionalizzazione del “portafoglio” di società e organismi partecipati, velocizzando la chiusura delle procedure di liquidazione degli organismi non più operativi. Bisogna potenziare i sistemi di controllo e monitoraggio della gestione dei servizi esternalizzati e di quelli gestiti dalle società c.d. in house. Vanno costituiti dei gruppi inter-istituzionali di lavoro ed osservazione permanente, che sorveglino la realizzazione dei grandi progetti cittadini (come il porto di Tremestieri), semplificando i passaggi burocratici. È necessario rendere organici e costanti i rapporti con gli altri soggetti istituzionali del territorio, a partire dalla Città Metropolitana e con i soggetti che sul territorio stesso esercitano ruoli di responsabilità, di rappresentanza di interessi collettivi (i sindacati, le organizzazioni imprenditoriali, artigianali, commerciali, gli ordini professionali, etc.).

Il Turismo deve essere sempre più fonte di sviluppo economico sostenibile e di promozione e valorizzazione del territorio, oltre che di crescita sociale e culturale per la collettività. Su questo fronte è necessario porsi obiettivi specifici, organizzare al meglio l’offerta turistica della città. Bisogna coordinare le relazioni fra enti pubblici e privati per la realizzazione di un “Prodotto Messina” mettendo in rete le attrattività della città, dal centro storico a tutti i villaggi cittadini che devono entrare pienamente nell’itinerario turistico-culturale della città. E’ fondamentale migliorare l’accoglienza e le informazioni per i turisti, mettere in rete i servizi pubblici collegati e gli stalli per i taxi. Promuovere sul mercato locale, nazionale ed estero l’immagine della città. Puntare su tutte le eccellenze del nostro territorio, anche l’enogastronomia.

Vanno realizzate strutture attrattive, come un grande Acquario, che sia anche occasione di riqualificazione della Zona falcata, e devono essere valorizzate le risorse monumentali, museali e le attività dei nostri commercianti ed esercenti per offrire qualificate occasioni di soggiorno in Città.

Cultura: In collaborazione con l’Università, il Museo regionale, la Curia, la Soprintendenza, l’ente Teatro, e le numerose e prestigiose associazioni presenti nel territorio, il Comune deve divenire centro di promozione di un’originale politica culturale, che sia capace di offrire occasioni di crescita sociale.

Sotto questo profilo, Messina può diventare unica “semplicemente” mettendo a sistema il patrimonio storico-artistico e paesaggistico che già possiede. Perciò occorre sostenere ed incoraggiare, con interventi attivi, le strutture culturali (prime tra tutte, i cinema, le biblioteche, i teatri liberi e i centri polifunzionali); favorire la creazione di laboratori teatrali, musicali ed artistici in genere, soprattutto nelle zone dove più alto è il rischio del degrado sociale. Vanno messi a disposizione dei giovani spazi in cui possano confrontarsi ed esprimere i loro talenti artistici.

Il Comune si deve impegnare, nell’ambito delle proprie competenze, insieme alla Soprintendenza di Messina e al MuMe, per realizzare finalmente la Cittadella della Cultura, con la completa riqualificazione del complesso dell’ex Ospedale Margherita. Nello specifico, con lo spostamento degli uffici della Soprintendenza, come prevede il progetto regionale (Assessorato ai Beni Culturali) della Cittadella della Cultura, è possibile dare vita a un’unica grande area che ospiterebbe, tra l’altro, due nuove realtà: Il Museo Archeologico e il Museo della Memoria. Il primo conterrebbe il materiale archeologico che la città possiede, oggi solo in parte esposto al MuMe. Il secondo, invece, dedicato al ricordo del terremoto del 1908.

Il Pala Antonello, inoltre, dev’essere sempre più una vera e propria casa della cultura. Massima attenzione, inoltre, va data al Teatro “Vittorio Emanuele”: è indispensabile una spinta propulsiva che lo trasformi da teatro di fruizione in teatro di produzione, consentendo, così adeguate programmazioni, scuole e laboratori, assicurando anche la stabilizzazione dell’orchestra.

L’Amministrazione deve valorizzare la memoria antonelliana e promuovere le antiche fortificazioni messinesi a fini turistici e ambientali. Occorre, inoltre, valorizzare la ‘messinesità’, attraverso apposite iniziative. Accanto a questo, va posto il massimo impegno per valorizzare manifestazioni in cui la città si identifica, come ad esempio la Vara. Occorre promuovere, inoltre, grandi eventi culturali in senso ampio (concerti, raduni nazionali, mostre anche innovative), per creare attrazione e opportunità turistiche.

Va ricordato, altresì, che già dal 2012 Messina è stata riconosciuta come “comune di minoranza linguistica greca”, status che permette di attrarre fondi europei rilevanti per eventi culturali.

La Pesca è un comparto spesso dimenticato, ma importante per la nostra economia. In una città che ha un’esposizione unica sul mare e una gloriosa tradizione marinara, dobbiamo mettere gli operatori nelle condizioni di lavorare e produrre al meglio con misure concordate, sulla base di un adeguato piano spiagge e con la realizzazione di strutture di sbarco e varo facilmente accessibili anche per realizzare la filiera del “pesce a km 0″. Occorre anche agevolare la pratica della pesa sportiva e dilettantistica.

            La Giunta municipale.

I componenti designati a comporre la Giunta Municipale di Messina sono:

  • Lucia Fenech, nata a Messina l’1 dicembre 1975;
  • Antonino Interdonato, nato a Messina l’1 marzo 1990
  • Pietro Giovanni La Tona, nato a Cerda il 24 giugno 1962;
  • Giovanni Lazzari, nato a Messina il 10 settembre 1963;
  • Maria Flavia Timbro, nata a Messina il 22 aprile 1980.

 

Antonio Saitta